L’unico modo per ottenere risultati con la dieta (e mantenerli) NON è accanirti su ciò che ti manca o su ciò che devi fare, ma focalizzarti e lavorare sulla persona che puoi essere.
Marta è stufa di quella pancia sempre gonfia e di quel corpo che non sente più suo; vuole a tutti i costi rimettersi in forma e ha scelto di iscriversi in palestra. E’ il momento perfetto, ha finalmente finito gli studi ed è piena di tempo libero.
Certo, la palestra non le è mai piaciuta e soprattutto lei ha sempre detestato fare fatica, sudare, fare ginnastica. Anche quando era più piccola, a scuola, trovava tutte le scuse possibili per non fare educazione fisica, tra un mal di testa, un mal di pancia e un ciclo doloroso.
Però, ha visto su Instagram che per costruire un corpo tonico è necessario fare sport e quindi ha deciso di metterci tutta la sua buona volontà.
Per essere sicura di fare tutto per bene prenota anche un appuntamento dal Nutrizionista.
Già dopo poche settimane, Marta si vede e si sente molto meglio! E’ piena di energie e rispetta la dieta in modo quasi perfetto.
Poco dopo viene contattata per lavorare in un’azienda.
Ovviamente è contentissima, ma arriva a casa sempre molto stanca, quasi stremata, nonostante sia rimasta seduta tutto il giorno.
<<Sono troppo stanca per andare in palestra, oggi, ci andrò domani>>.
Il giorno successivo succede la stessa cosa.
Marta continua a rimandare da qualche settimana e ormai si sente nauseata anche solo all’idea di riprendere in mano il borsone, entrare in spogliatoio, cambiarsi…
Le pesa tutto.
Anche la sua alimentazione inizia a risentirne.
Non ha voglia di cucinare e preferisce aprire il frigo e scaldare qualcosa di veloce.
<<Si vede che lo sport non fa per me. Io sono pigra, quando torno a casa mi piace sedermi sul divano e guardare un film. E poi a me piace mangiare, sono golosa, la dieta è una noia pazzesca, non ce la faccio!>>, si racconta…
La storia che hai appena letto è un quadro davvero molto realistico di quello che succede (con sfumature diverse) alla maggior parte delle persone che “si mettono a dieta”.
<<Ok, Alice, vieni al dunque. Qual è il punto di questa storia?>>
Il punto è che il cervello non tollera l’incoerenza.
Coerenza tra identità e azioni
Se sei convinta di una cosa ma poi ti comporti nel modo opposto, stai creando una frattura interiore che prima o poi ti chiederà di essere aggiustata: o adegui i tuoi comportamenti a quello che pensi davvero, oppure lavori sui tuoi pensieri, le storie che ti racconti e le tue convinzioni, e li “costruisci” in modo che siano coerenti alla direzione che desideri percorrere.
Se pensi <<Sono pigra>> o <<Sono golosa>> o <<Sono incostante>> (tutti attributi dell’ESSERE) difficilmente ti comporterai in modo attivo, farai scelte alimentari più sane e lo farai con costanza… senza soffrirne!
E ancora, se pensi che ti servirebbero più tempo, più soldi o più sicurezza in te stessa, per poter – ad esempio – andare in palestra o fare sport, stai ancora dando il potere decisionale sulla tua vita, alle circostanze esterne.
Sei intrappolata nel paradosso secondo il quale per poter “essere” devi prima “avere” qualcosa.
Se vogliamo andare più in profondità, pensa a quante persone credono che quando “avranno” perso 10 Kg allora “saranno felici”.
E puntualmente non è così!
Il paradosso “avere-fare-essere”
Il paradosso “AVERE -> FARE -> ESSERE” non funziona.
Vale, invece, l’esatto contrario.
Prima di tutto lavora sull’ESSERE (i tuoi pensieri, convinzioni e identità).
Come conseguenza naturale, inizierai a FARE delle cose (comportamenti) che ti porteranno, infine, ad AVERE un risultato.
La persona che pensi di essere, definisce i comportamenti che porterai avanti nel lungo periodo.
E l’insieme dei comportamenti che compi nel tempo, definiscono i risultati che avrai e che sarai in grado di mantenere.
Puoi agire “senza sforzo” solo quando rimani COERENTE con la tua identità.
L’aspetto positivo di questa faccenda, è che l’identità è plastica!
Il <<Ma io sono fatta così>> non esiste.
L’identità può essere plasmata e modificata agendo, con pazienza e costanza, sulle storie che ti racconti e sulle tue convinzioni.
Per iniziare a lavorare sulla tua identità, il primo – primissimo – passo, è capire chi sei e definire chi vuoi essere.
Ti invito, quindi, a fare il primo esercizio scaricando il workbook che trovi qui.





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